Referendum, così i giovani (come i miei figli) hanno determinato la vittoria del No
“L'articolo riflette sull'importanza del voto dei giovani nel referendum, evidenziando scetticismi verso le promesse politiche e la difesa degli interessi collettivi.”
di Barbara Pettirossi
È entrato dentro casa rosso in viso. Ho pensato “giornataccia” e mi sono defilata. Invece avevo sbagliato. Quel ventenne che abita con me non soffriva l’insoddisfazione della giovinezza, la mancanza di visibilità, la frustrazione di non aver ancora afferrato il futuro. No, mi sbagliavo. Era semplicemente e genuinamente stupito dalle motivazioni del Sì al referendum. Sul tavolo, insieme alla cena, apparecchiamo le domande: chi ci garantisce che la riforma porterà i benefici che il governo millanta? Come fa a essere giusto il sorteggio secco per i magistrati e quello finto della parte laica? E perché mai sarebbe utile triplicare i costi proprio ora che siamo tutti alla canna del gas? E così via. L’altro mio coinquilino, appena diciottenne, si è alzato da tavola dicendo che doveva andare a votare il giorno dopo ed è stato il primo di tutti noi a farlo.
Quando ho letto i risultati e soprattutto che gli under 35 hanno fatto la differenza nella vittoria del No, quella scena personale di vita familiare si è allargata a tutte le case abitate da giovani altrettanto motivati a difendere il simbolo della buona politica, ritenendo non determinanti neppure le parole di G…
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Repubblica Politica
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