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Addio a Savoldi, da idolo del popolo di un calcio umano a Mister 2 miliardi

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Tony Damascelli)·27 marzo 2026 alle 03:00
ARTICOLO

L'articolo celebra la carriera di Beppe Savoldi, un noto calciatore italiano, ricordando i suoi successi e aneddoti legati alla sua vita sportiva.

Tra mille lacrime quelle di Domenico Citeroni sono diverse. Se ne è andato, a settantanove anni, Beppe Savoldi. Quel pomeriggio di gennaio del 75, il Bologna stava vincendo ad Ascoli 3 a 1 e il Beppe, che già aveva provveduto a realizzare due gol, ne avrebbe segnati tre se non ci avesse messo la gamba quel moccioso di Domenico, raccattapalle canadese piazzato proprio dietro la porta di Masoni, portiere ascolano che in modo avventuroso era uscito dal domicilio cercando di fermare l'attaccante. Era gol ma Domenico respinse il pallone, l'arbitro Barbaresco, sprovvisto di telecamera e di Var, non si avvide del furto, per fortuna del Bologna finì 3 a 1.

Beppe Savoldi è stato un centravanti vero, termine ormai desueto, aveva il fiuto del gol, non era certamente di stile elegante, con "piedi di faggio" scriveva Brera, ma precisi nel tiro, micidiale nello stacco, elevazione e torsione, insomma di testa un fenomeno, bergamasco di Gorlago, tagliato con il falcetto ma con un solo obiettivo: mettere la palla in rete. In quel Bologna, dopo l'esperienza all'Atalanta, seppe fare cose grandiose, quel gol che gli fu rubato gli impedì di vincere la classifica dei cannonieri, con 17 reti e fu costre…

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