Dicevano a parenti e amici quali Gratta e vinci comprare, il software delle talpe che conoscevano i biglietti vincenti: come funzionava la truffa
“L'articolo riporta un'indagine della Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio su cinque ex dipendenti di Lottomatica accusati di aver manipolato i sistemi per truffare lo Stato, causando un danno erariale di oltre 25 milioni di euro.”
La Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio ha contestato a cinque ex dipendenti di Lottomatica Holding, all’epoca concessionaria dello Stato per il gioco Gratta e Vinci, un danno erariale di oltre 25 milioni di euro. I fatti risalgono al 2020 e gli accertamenti contabili sono stati condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma, sotto la direzione del sostituto procuratore generale Eleonora Lener, nell’ambito di indagini penali per una presunta truffa ai danni dello Stato. Lottomatica è considerata parte lesa nella vicenda.
Come funzionava la truffa
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i cinque indagati, tutti con competenze informatiche, avrebbero sfruttato le proprie credenziali di accesso ai sistemi della concessionaria per manipolare i server attraverso un programma sviluppato ad hoc. Il software consentiva di analizzare la distribuzione dei tagliandi nelle ricevitorie e di identificare in anticipo quelli vincenti. A quel punto entravano in scena parenti e conoscenti, incaricati di acquistare i biglietti “fortunati” per non destare sospetti.
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