Economia

Larry Fink (BlackRock) e il detonatore della crisi: “Col petrolio a 150 dollari recessione inevitabile”

FONTE
Quotidiano Nazionale Politica
25 marzo 2026 alle 12:23
ARTICOLO

Larry Fink di BlackRock avverte che un aumento del prezzo del petrolio a 150 dollari al barile potrebbe portare a una recessione globale inevitabile, evidenziando le tensioni geopolitiche come fattori chiave nel mercato energetico.

Roma, 25 marzo 2026 - Se il petrolio dovesse salire fino a 150 dollari al barile, la recessione globale non sarebbe più uno scenario teorico ma una conseguenza quasi inevitabile. A dirlo è Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, il più grande gestore di capitali al mondo con circa 14mila miliardi di dollari di asset in gestione e una presenza azionaria diffusa nelle principali società quotate. Secondo Fink, l’evoluzione del conflitto con l’Iran rappresenta la variabile decisiva per l’andamento del greggio. Una distensione diplomatica tra Usa e la Repubblica Islamica potrebbe riportare i prezzi sotto i livelli precedenti alla guerra, mentre un’escalation prolungata rischierebbe di mantenere il petrolio sopra i 100 dollari per anni, con picchi fino a 150 e conseguenze “profonde” per l’economia internazionale.

Lo stretto di Hormuz

Il mercato energetico resta fortemente esposto alla stabilità dello Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita circa un quinto della produzione mondiale di petrolio. Le tensioni tra Iran, Israele e Paesi del Golfo hanno già alimentato forti oscillazioni dei prezzi e aumentato il premio di rischio incorporato nelle quotazioni. Anc…

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