Giustizia

«L’arte non è al di sopra della legge, ma il mio calvario giudiziario si è basato su accuse infondate». Parla Giovanni Gasparro

FONTE
Secolo d Italia
Francesco Comegna·22 marzo 2026 alle 05:00
ARTICOLO

Giovanni Gasparro, artista accusato di istigazione all'odio razziale, è stato assolto dopo sei anni di calvario giudiziario. La sua vicenda solleva interrogativi sulla libertà di espressione nell'arte.

Sei anni di calvario giudiziario con l’accusa infamante di «istigazione all’odio razziale, etnico e religioso», poi finalmente pochi giorni fa l’assoluzione con formula piena da parte del Tribunale di Bari perché «il fatto non sussiste». Una sentenza «liberatoria» la definisce Giovanni Gasparro, artista barese pluripremiato, classe 1983, considerato fra i più rappresentativi dell’arte sacra figurativa e definito da Vittorio Sgarbi «l’ultimo caravaggesco», ma ugualmente finito a processo per antisemitismo proprio in relazione a un suo dipinto, il Martirio di san Simonino da Trento, e ad alcuni commenti postati sotto l’opera su Facebook. Era il 2020. Gasparro non ha mai rivendicato la “licenza artistica” come scudo per vilipendere o incitare all’odio: «L’arte non costituisce un alibi per azioni indegne». Semplicemente, rivendica, non era il suo caso. Ma per dimostrarlo in via definitiva ci sono voluti sei anni – con un costo anche umano altissimo – nonostante già nel 2022 ci fosse stata un’ordinanza di archiviazione emessa dal Gip di Milano, dove Gasparro si era ritrovato a processo prima che a Bari.

Com’è iniziata la sua vicenda giudiziaria?

«In estrema sintesi, ho realizzato il d…

SENTIMENTTono dell'articolo
+0.50
CriticoNeutroCostruttivo
TONOCritico
PERSONE
Giovanni Gasparro
Vittorio Sgarbi
ENTI E ISTITUZIONI
Comunità ebraica italiana
Tribunale di Bari
Gip di Milano
LUOGHI
Bari
Milano
Roma
COPERTURA CORRELATA
5 articoli