Pièce dedicata a chi vive senza più ricordare
“L'articolo presenta uno spettacolo teatrale che esplora il tema della perdita della memoria e della degenerazione cognitiva, scritto e diretto da Davide Carnevali.”
Perdere la memoria significa perdere l'identità. Sono gli altri che ti definiscono, che sanno chi sei e cosa sei stato. Se non ricordi, dipendi. Nel concreto, nella vita di tutti i giorni, e nei fatti che hanno costruito e formato il tuo carattere. Variazioni sul modello di Kraepelin, al Piccolo Teatro Grassi fino al 3 aprile è uno spettacolo scritto e diretto da Davide Carnevali, "che parla di degenerazione cognitiva - dice il drammaturgo e regista -, e, da una storia personale, tocca la storia europea". Emil Kraepelin fu lo psichiatra tedesco che, con il suo assistente Alois Alzheimer, ebbe un ruolo chiave nel definire la malattia di Alzheimer come "demenza presenile". Immaginiamo un contesto casalingo, scene di Paolo Di Benedetto, in cui interagiscono i personaggi. Un uomo, Fabrizio Bentivoglio, malato di Alzheimer, e con lui due presenze, Camilla Semino Fabro e Simone Tangolo. La vera protagonista è la malattia, e la confusione in cui tutto degenera a causa di questa: "È una storia sulla perdita del linguaggio - aggiunge Carnevali-: il figlio, Tangolo, cerca di stimolare il padre. Gli pone domande, lo interroga, lo stimola. La Semino Fabro punta sullo stare lì, esserci. C'è del…
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Pierfrancesco Favino alla regia, Anna Ferzetti protagonista. Ecco ‘People, places & things’
Libero Quotidiano