Economia

La raffica di aumenti prima delle riduzioni: cosa è rimasto al 25 marzo dello sconto sui carburanti varato dal governo – La mappa interattiva

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Fabio Amato·25 marzo 2026 alle 17:55
ARTICOLO

L'articolo analizza l'efficacia dello sconto sui carburanti introdotto dal governo Meloni, evidenziando che il beneficio per i cittadini è minimo a causa delle fluttuazioni dei prezzi e delle modalità di applicazione dello sconto.

Quanto è rimasto in tasca agli italiani dello sconto da 25 centesimi di euro – quasi 500 milioni di costo complessivo – che il governo Meloni ha varato lo scorso 18 marzo dopo settimane di tentennamenti e contorsioni verbali? Poco, a ben vedere: 12 centesimi scarsi al litro (0,117 euro per l’esattezza). E non solo per la fluttuazione del petrolio, il cui prezzo ha oscillato nei dintorni dei 100 dollari al barile da una settimana a questa parte, dopo le fiammate a 115 e oltre. Da un lato infatti, a comprimere il beneficio contribuisce il meccanismo stesso. A differenza di quanto avviene in altri Paesi dove eventuali sconti vengono applicati al cliente al momento del pagamento – banalmente il principio dei saldi – lo sconto del governo viene applicato a monte sulla formazione del prezzo. Questo lascia a compagnie e impianti la libertà di adeguarsi mentre l’onere di controllare in capo alla guardia di Finanza è quantomeno ingrato, visto che in libero mercato non c’è un parametro univoco a cui fare riferimento, se non l’ampiamente criticato meccanismo del prezzo medio nazionale.

Se poi si va a guardare nel dettaglio, dai numeri del Mimit emerge un fattore rilevante, la italica attitud…

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