Politica Interna

Il distinguo dal caso Delmastro e la citazione di Garibaldi: la lettera di Santanchè a Meloni. “Non vorrei essere il capro espiatorio del referendum”

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Redazione Politica·25 marzo 2026 alle 17:49
ARTICOLO

Daniela Santanchè scrive una lettera a Giorgia Meloni in risposta alla richiesta di dimissioni, sottolineando che il suo caso è diverso da quello di Andrea Delmastro e esprimendo preoccupazione di essere un capro espiatorio per il referendum.

“Obbedisco“. Come Giuseppe Garibaldi nel 1866 al generale La Marmora, che gli aveva intimato di fermare la sua avanzata verso Trento, Daniela Santachè scrive così alla premier Giorgia Meloni che aveva chiesto le sue dimissioni da ministra del Turismo. Una lettera, dopo avere ignorato per quasi 24 ore l’ultimatum di Palazzo Chigi, per ufficializzare il suo definitivo passo indietro. Santanchè puntualizza che il suo caso è molto differente da quello dell’orami ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro. “Volevo che le mie dimissioni fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Delmastro”, scrive senza giri di parole l’esponente Fdi. Che precisa anche di avere inizialmente “bruscamente” rappresentato alla premier la sua indisponibilità a presentare immediate dimmisioni: “Perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me”, aggiunge parlando del referendum. “Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento”, c…

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