Politica Estera

L’Iran e lo Stretto di Hormuz, l’analista militare: “Molte incognite. Ma l’opzione di terra Usa è concreta”

FONTE
Quotidiano Nazionale Politica
26 marzo 2026 alle 21:56
ARTICOLO

L'articolo analizza le possibilità di un intervento militare degli Stati Uniti per controllare alcune isole strategiche nell'area dello Stretto di Hormuz, evidenziando le incognite e i rischi associati a tale operazione.

Roma, 26 marzo 2026 – Boots on the ground: è questa l’ipotesi al vaglio della Casa Bianca per riaprire lo stretto di Hormuz, nel caso in cui la diplomazia dovesse fallire. Duemila paracadutisti e qualche migliaio di marines per prendersi l’isola di Kharg o magari quella di Qeshm al fine, come spiega Gastone Breccia, professore e storico militare dell’Università di Pavia, per trattare la riapertura dello Stretto. Anche se le incognite sono molte.

Professor Breccia, gli Usa stanno preparando un’operazione via terra?

“L’unica operazione che potrebbe avere un senso è quella limitata a una piccola isola: con duemila paracadutisti e una forza di sbarco dei marines non sono pensabili altre opzioni. Credo che l’occupazione di un’isola, magari quella di Kharg, sia un’ipotesi assolutamente concreta per gli Stati Uniti, dato che detengono di fatto il controllo delle acque. L’obiettivo potrebbe essere conquistarla per poi utilizzarla come merce di scambio, magari mantenendo una guarnigione che controlli l’esportazione di greggio da Kharg o il traffico attraverso Hormuz e che soprattutto faccia in modo che l’Iran rispetti gli eventuali accordi. È chiaro però che l’occupazione di un’isola es…

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Iran
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