Politica Interna

Città, giovani, astensionisti. L'onda anomala del No vince con il 53,7% dei voti

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Francesco Boezi)·24 marzo 2026 alle 11:00
ARTICOLO

L'articolo analizza i risultati del referendum, evidenziando il trionfo del No e le differenze di affluenza tra grandi città e piccoli centri, con un focus sui giovani elettori e le dinamiche politiche in atto.

Un'onda nuova e difficile da prevedere. La battaglia referendaria finisce 53,74% a 46,26% per il No. Esistono almeno tre elementi per interpretare il voto: il distacco tra grandi città e piccoli centri, l'esordio di una rinnovata generazione di elettori e gli strani flussi interni ai sostenitori dei partiti tradizionali. Senza contare l'affluenza, che stupisce sondaggisti e analisti: il totale è 58,9%, circa 8 punti percentuali in più rispetto ai pronostici.

Per quanto riguarda la partecipazione, la mappa è diversificata, con l'Emilia Romagna che guida la classifica: 66,7% di aventi diritto alle urne. Sono otto le Regioni in cui si supera il 60%. Bologna, Firenze, Milano, Roma e Torino guidano il treno delle grandi città del Centro Nord. Nel Sud non è così: Napoli, Palermo e Catania si fermano sotto al 50% di affluenza. Nelle città in cui il numero di laureati è cospicuo, l'affluenza è più alta. Medesimo discorso per le grandi realtà urbane dove gli immigrati sono più numerosi. Il No trionfa nei centri urbani che presentano dai 500mila ai 20mila abitanti. Il Sì vince nelle realtà piccole, quelle che hanno dai 10mila abitanti in giù. È la narrativa del "centro" contro le "periferie…

SENTIMENTTono dell'articolo
-0.10
CriticoNeutroCostruttivo
TONOAnalitico
ENTI E ISTITUZIONI
centrosinistra
partiti tradizionali
LUOGHI
Emilia Romagna
Bologna
Firenze
Milano
Roma
Torino
Napoli
Palermo
Catania
Lombardia
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Abruzzo
Trentino Alto Adige
Valle d'Aosta
Umbria
Sicilia
Calabria
Campania
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