Leone XIV e la musica: la passione per il canto agostiniano «Tardi t’amai» (che è diventato una hit)
“L'articolo racconta la storia di Padre Antonio Baldoni e della sua composizione musicale 'Tardi t’amai', ispirata alle 'Confessioni' di Sant'Agostino, che ha guadagnato popolarità nel corso degli anni.”
Correva l’anno 1980. In una stanza dell’Istituto Patristico Augustinianum di Roma, le dita di un giovane sacerdote scivolavano sui tasti di un organo. Le note, sperimentali, suonavano senza uno spartito, ma in modo armonioso. Re minore, Do, La minore, Re minore, Si bemolle, Sol minore. Da quegli accordi improvvisati nacque qualcosa che nessuno, in quel momento, avrebbe immaginato potesse arrivare fin dentro le sale del Palazzo Apostolico.
Il protagonista di questa storia è Padre Antonio Baldoni, religioso agostiniano, che stava cercando una melodia per una delle preghiere più intense e poetiche di quel capolavoro spirituale che sono le Confessioni di Sant’Agostino: «Tardi t’amai, bellezza così antica e così nuova, tardi t’amai». Parole con cui il vescovo di Ippona riconosce di aver cercato Dio a lungo, e a lungo sbagliando strada, prima di trovarla. Dal quel testo antico, padre Antonio ricavò quattro strofe, e decise di metterle in musica. Nacque così il canto Tardi t’amai.
La diffusione a livello mondiale
Baldoni era arrivato all’Augustinianum nel 1979, ospite del Collegio internazionale Santa Monica. Qui, aveva messo insieme una piccola band, composta da frati di diverse nazio…
Libero Quotidiano