Al referendum vince il No, ma il governo è già all'opera. Nordio: "Dimettermi? Ho ancora molto da fare"
“Il referendum sulla riforma della Giustizia ha visto prevalere il No, ma il governo, guidato da Giorgia Meloni e Carlo Nordio, intende proseguire con la propria agenda, nonostante la sconfitta.”
Il 53,23% degli italiani ha deciso per il No alla riforma della Giustizia, mentre il Sì si è fermato al 46,77%. Sono i dati definitivi del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo diffusi dal Viminale. Mancano solo i voti della sezione 127 del comune di Sassari (Ss) su cui sono in corso delle verifiche, gli atti sono stati inviati all'Ufficio centrale per il completamento delle operazioni.
Un dato che il governo non intende ignorare, ma che non ferma l'agenda della maggioranza. "Andremo avanti con rispetto", ha detto ieri la premier Giorgia Meloni. E oggi lo ribadisce al Corriere anche Carlo Nordio. "Non la considero una sconfitta personale", spiega, "Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l'impegno possibile. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno".
"Penso ci sia stata una difficoltà di comunicazione su un tema complesso", aggiunge il ministro della Giustizia, "Noi abbiamo provato a spiegare con parole semplici, ma non siamo riusciti a fugare la paura che venisse 'scassata la Costituzione'. Ora l'azione delle toghe sarà più invasiva? Sì…
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La Stampa Politica
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