Chi è Said Jalili, il teologo estremista che ha scalato i vertici del potere in Iran
“L'articolo esplora la figura di Said Jalili, un teologo estremista iraniano, e il suo ruolo crescente nel sistema politico dell'Iran, evidenziando la sua visione radicale e le implicazioni geopolitiche delle sue posizioni.”
Lo chiamano il “martire vivente”. Il suo vero nome è Said Jalili e da anni è uno dei personaggi più radicali ed estremisti del sistema politico dell'Iran. Oggi, con la guerra che ha già ucciso diversi alti profili in quel di Teheran, potrebbe avere un ruolo ancora più centrale negli equilibri di Teheran. Cosa sappiamo di Jalili? Nato nel 1965 a Mashhad, veterano della guerra Iran-Iraq, porta sul corpo e nella retorica politica il segno di quel conflitto: ha perso parte della gamba destra al fronte ed è stato spesso presentato dal regime come, appunto, un “martire vivente”. Ecco: proprio questa biografia di guerra ha alimentato la sua immagine di uomo inflessibile, ostile agli Stati Uniti e convinto che l’Iran debba resistere a ogni pressione esterna senza concessioni.
La scalata del radicale Jalili
Di Jalili sappiamo che si è formato all’Università Imam Sadeq, uno dei centri più ideologici dell'Iran, e che ha costruito la propria visione del mondo intrecciando religione, politica e diplomazia. Non è soltanto un conservatore radicale: è un interprete estremo della dottrina khomeinista, secondo cui il potere religioso deve guidare lo Stato e la politica estera deve rispondere a una…
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