Pinault Collection annuncia le mostre del 2026
“L'articolo annuncia le mostre della Pinault Collection per il 2026, evidenziando artisti e opere significative in un contesto di riflessione sulle tendenze artistiche attuali.”
da Venezia
Et voilà, l'altra Biennale. Come d'habitude, Monsieur Pinault - o meglio la sua leggendaria Collection - in questa stagione gioca le sue carte migliori negli spazi espositivi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, tra i pochi per cui l'aggettivo iconico non risulti logoro.
È un poker d'assi, a questo giro. Con sapiente anticipo rispetto all'apertura della Biennale Arte (il prossimo 9 maggio), la Pinault Collection si conferma non solo barometro delle tendenze del mercato (peraltro traballante, causa guerre), ma tappa imprescindibile per capire lo stato dell'arte, oggi. E se a Parigi, dove ha casa alla Bourse, la Collection ha puntato tutto su una grande mostra sul tema del chiaroscuro, a Venezia la scelta è su quattro mostre monografiche che formano un "arcipelago espositivo" geograficamente (e politically) correct. "In risonanza con quanto accade nel mondo", ci ha detto Bruno Racine, direttore e ad di Palazzo Grassi-Punta della Dogana. L'asso di cuori - quello che non può non piacere e commuovere - è l'artistar keniota-britannico Michael Armitage, poco più di 40 anni e un lavoro che denuncia conflitti, abusi e crisi migratorie attraverso 150 opere ipercolorate (titol…
