Metti i dazi, togli i dazi. Il doppio gioco cinese sulla transizione africana
“L'articolo critica le recenti politiche cinesi che, mentre eliminano i dazi per le importazioni africane, aumentano i costi per i pannelli solari e altre tecnologie necessarie alla transizione energetica del continente, evidenziando un approccio contraddittorio da parte di Pechino.”
E pensare che il primo maggio di quest’anno scatterà il piano tariffe zero, cucito su misura per l’Africa dalla Cina. La quale abolirà i dazi al 100% sulle importazioni provenienti da 53 delle 54 nazioni africane. Solo il piccolo regno di Eswatini resterà escluso, poiché ancora non sussistono canali diplomatici ufficiali con Pechino. Tutto bene? Una mano tesa all’Africa? Non proprio. Perché, film già visto alle falde del Kilimanjaro con i prestiti-trappola concessi dalle banche del Dragone e raccontati proprio da questo giornale, la Cina se da una parte dà, dall’altra prende.
La prova? Tutta nella recente decisione da parte di Pechino di porre fine agli sgravi fiscali sulle esportazioni di pannelli solari nei Paesi africani, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo primo aprile. Tradotto, tra pochi giorni per le aziende del continente africano, comprare pannelli solari cinesi (il Dragone è monopolista pressoché assoluto a livello globale), costerà di più. Non è tutto. All’inizio del prossimo anno, nel 2027, il Dragone eliminerà gradualmente anche gli incentivi per la produzione in Africa di apparecchiature per l’accumulo di energia tramite batterie.
Un colpo tra capo e collo al…
I dazi di Trump non riducono l’export italiano verso gli Usa, ma spingono le merci cinesi verso la Penisola
Ancora con le accise? Gli italiani sono vittime della più grande truffa del secolo
HuffPost ItaliaPer evitare i dazi di Trump la Cina costruisce fabbriche in Kenya
Repubblica EconomiaDazi, via libera all’intesa Ue-Usa. Ma l’Eurocamera mette i paletti
Repubblica Economia
