Ghisleri invita Schlein e compagni a non cantare vittoria: “Quei No al referendum non andranno automaticamente alla sinistra”
“Alessandra Ghisleri analizza l'esito del referendum sulla giustizia, sottolineando che il voto ha avuto una forte connotazione politica e non solo tecnica, evidenziando la polarizzazione tra i fronti.”
Alessandra Ghisleri, politologa e direttrice di Euromedia Research è tra i tanti sondaggisti sorpresi dall’esito del referendum sulla giustizia. A marzo, dava il Sì al 50,5% e il No al 49,5%.
A La Stampa spiega che il risultato «è il frutto di una polarizzazione netta sui due fronti. Pur essendo un tema complesso e delicato, è stato gestito dai due fronti, soprattutto nel rush finale della campagna referendaria, come una chiamata a segnare un confine tra le parti».
All’intervistatore che le chiede se sia stato un voto politico più che tecnico, Ghisleri risponde: «Osservando i risultati, direi che l’appartenenza a un fronte politico è stata chiara. E utilizzo la parola “fronte” e non “coalizione” proprio perché, soprattutto per il No, il fattore aggregante – anche al di là dei perimetri – è stata proprio la manifestazione del dissenso. Non solo verso la proposta referendaria, ma anche nei confronti del governo e del suo agire. Le parole dei leader del centrosinistra nella celebrazione della vittoria ne sono una chiara dimostrazione». Insomma, «il voto politico ha divorato i contenuti della riforma. Ovviamente il No ha avuto un percorso più facile, perché più aggregante e semplicem…
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