La ritirata dall’elettrico. Il lusso che i marchi di lusso non possono permettersi
“L'articolo analizza come i marchi di lusso stiano rivedendo i loro piani di elettrificazione a causa di una clientela che preferisce motori a combustione. Marchi come Porsche e Lamborghini stanno posticipando l'introduzione di veicoli elettrici in risposta alla domanda di mercato.”
Il mondo dell’automotive extra-lusso, come pure quello dei marchi generalisti, sta vivendo un brusco risveglio: dopo anni di promesse “all-electric“, da realizzarsi in alcuni casi già entro la fine del decennio, i consigli d’amministrazione delle case più prestigiose del pianeta stanno freneticamente riscrivendo i propri piani industriali. La causa? Una clientela che, nonostante la disponibilità economica, non sembra pronta a barattare il “brivido” e il prestigio di un motore a combustione col silenzio di una meccanica a batteria.
Sicché il panorama attuale somiglia a una ordinata ma decisa ritirata strategica. Marchi che avevano fatto dell’elettrificazione totale la propria bandiera, ora riscoprono il valore dell’ibrido e di un approccio tecnologicamente neutro. Emblematico il caso Porsche: la casa di Zuffenhausen ha ammesso che la transizione richiederà più tempo del previsto. L’obiettivo dell’80% di vendite elettriche entro il 2030 è diventato “flessibile”, condizionato alla reale domanda del mercato. Lo stesso che non ha perdonato la decisione dell’azienda di lanciare la nuovo suv Macan esclusivamente con meccanica a batteria.
“Un errore lanciare la nuova Macan solo con motor…
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