Il day after di Meloni: ora discontinuità, la nostra destra non difende la casta
“L'articolo analizza le recenti dimissioni di membri del governo Meloni e la sua intenzione di segnare una discontinuità rispetto al passato, evidenziando tensioni interne e pressioni politiche.”
da Roma
Una notte di riflessione per valutare e metabolizzare una batosta referendaria che, soprattutto nelle dimensioni, è arrivata del tutto inattesa. Poi, la decisione di cambiare passo. Subito, senza gli indugi del passato. Un segnale di discontinuità netto. Perché, argomenta Giorgia Meloni nel corso delle riunioni mattutine a Palazzo Chini, governo e maggioranza in questi mesi hanno rimandato l'impressione di voler difendere la casta. Ma questa, ripete ai suoi interlocutori, non è la destra che rappresentiamo e dobbiamo dimostrarlo.
Di qui la decisione di fare tabula rasa, di rimuovere senza esitazioni problemi che fino a ieri si era preferito spazzare sotto il tappeto.
D'altra parte, la resa dei conti era nell'aria da giorni e il nervosismo crescente. Fino all'accelerazione tra lunedì sera e ieri mattina, con le riunioni della premier con i suoi, il faccia a faccia franco tra Andrea Delmastro e l'amico Giovanni Donzelli. Infine, il doppio passo indietro del sottosegretario alla Giustizia, travolto dall'affaire Bisteccheria d'Italia, e di Giusi Bartolozzi, capa di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, difesa fino all'ultimo, ancora ieri mattina, dal Guardasig…
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Governo Meloni, Dimissioni o resa dei conti
La Stampa Politica
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