Non era uno scherzo: l'audio dimostra le minacce di Gratteri
“L'articolo riporta le minacce esplicite del procuratore Nicola Gratteri a un giornalista, rivelando un clima di tensione durante la campagna referendaria. La registrazione audio conferma le sue parole, suscitando preoccupazioni sulla libertà di stampa.”
Le parole sono quelle, inequivocabili. Ancora più esplicito è il tono con cui vengono pronunciate. Soprattutto sapendo che a promettere a un giornalista un regolamento di conti dopo il voto non è un semplice portavoce del Comitato per il No: è uno dei magistrati più potenti (e temuti) d'Italia, il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri. Che nei giorni più roventi della campagna è stato accusato dal Foglio di avere promesso a una sua giornalista "dopo il referendum tireremo una rete e faremo i conti". Una frase che il quotidiano, in prima fila nella campagna per il Sì, aveva interpretato come una minaccia. Gratteri prima aveva reinterpretato a suo modo il concetto, poi - secondo quanto riportato l'altro ieri dal Corriere della sera - aveva accusato la giornalista del Foglio di essersi inventata frasi mai dette. Ieri arriva la reazione del quotidiano, che pubblica sul suo sito la registrazione delle parole del procuratore di Napoli. Dieci secondi di audio perfettamente comprensibile. Eh sì, Gratteri dice proprio quel che il Foglio gli ha attribuito. E il tono non sembra quello di una boutade.
Dice Gratteri: "Se volete continuare a speculare voi del Foglio fatelo pure…
Libero Quotidiano