Stop alle terapie per convertire le persone lgbt: la proposta sbarca alla Commissione Ue. Ecco dove manca ancora il divieto (compresa l’Italia)
“L'articolo discute la proposta di mettere al bando le pratiche di conversione per le persone LGBTQIA+ nell'Unione Europea, sostenuta da oltre un milione di cittadini. La questione è ora all'ordine del giorno del Parlamento europeo.”
Oltre un milione di cittadini europei hanno messo nero su bianco la richiesta di mettere al bando, una volta per tutte, le pratiche di conversione per le persone lgbtqia+ all’interno dell’Unione europea. Grazie al superamento della soglia di firme prevista dall’iniziativa dei cittadini europei (lo strumento di democrazia partecipativa che permette ad almeno un milione di cittadini dell’Ue, di almeno 7 Stati membri, di chiedere alla Commissione europea di proporre nuove leggi), il tema è arrivato nell’agenda di marzo del Parlamento europeo, obbligando così le istituzioni dell’Ue a dibattere sul tema e a prendere una posizione ufficiale.
Cosa sono le terapie di conversione e perché l’Onu parla di tortura
Le pratiche di conversione sono tutti quei tentativi pseudoscientifici o religiosi volti a modificare forzatamente l’orientamento sessuale o l’identità di genere di una persona. L’Onu e le principali organizzazioni internazionali le classificano come vere e proprie forme di tortura e trattamenti crudeli e inumani. Le conseguenze per chi le subisce sono state riconosciute come devastanti, con traumi fisici e psicologici che spesso segnano le vittime per l’intera vita. Queste pratic…
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