Carta d'identità elettronica, ora i cybercriminali rubano il microchip. Ecco a cosa puntano
“L'articolo denuncia un aumento delle truffe legate al furto del microchip delle carte d'identità elettroniche, utilizzato dai criminali per creare identità false. Le forze dell'ordine hanno riscontrato anomalie durante i controlli di routine.”
L'ennesima truffa. È quella che ha come obiettivo la carta d'identità elettronica delle vittime, utile ai criminali che intendono impossessarsi di una nuova identità virtuale da impiegare nei loro colpi. Purtroppo non è sempre facile accorgersi se il documento è stato in qualche modo manipolato. A scoprire il problema sono state le forze dell'ordine, che hanno riscontrato delle anomalie in alcune carte di identità durante i normali controlli di routine. In sostanza, alcuni di questi documenti non avevano più il microchip interno.
Proprio questo è un chiaro segnale della truffa, che mira proprio a sottrarre il chip dalla CIE. Chi si occupa della rimozione è molto esperto, sa come intervenire, pertanto è assai facile che la vittima non si accorga del furto. Il fenomeno, purtroppo, sta dilagando, e si sono registrati numerosi casi a Vicenza, Mantova, Macerata e Perugia.
Perché i criminali puntano ai chip? Perché questi possono essere poi utilizzati per creare altre identità fasulle. È infatti il microchip la parte più preziosa della CIE, dato che contiene tutti i dati verificati del titolare della carta. Una volta inserito in un documento falso, il chip dà immediatamente valore all…
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TPI - The Post Internazionale