Il filo rosso che lega Teheran, Beirut e il sud del Libano: perché il fiume Litani diventa una linea strategica
“L'articolo esplora il legame strategico tra Iran, Libano e Israele, focalizzandosi sull'importanza del fiume Litani nel contesto del conflitto attuale e delle operazioni militari di Hezbollah.”
C’è un filo rosso che lega Teheran, Beirut e il sud del Libano. Da quando Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, ha colpito al cuore la leadership iraniana uccidendo, cioè rendendo shahid (martire), Ali Khamenei, il conflitto ha rapidamente incendiato tutto il Medio Oriente. Come già accaduto altre volte nella storia recente, gli occhi del mondo si sono spostati quasi automaticamente verso il Libano: il Paese dei Cedri e della porpora, dove dal 1982 Hezbollah rappresenta il braccio armato più potente dell’asse sciita guidato da Teheran. E infatti, a pochi giorni dall’escalation, i cedri sono tornati a tremare.
Raid aerei, artiglieria, droni: una pressione militare crescente che ha colpito non solo obiettivi dichiaratamente militari, ma anche infrastrutture strategiche. Dalle roccaforti del Partito di Dio nella valle della Beqa alla stazione di servizio di al-Amana nella zona di Nabatiya; da Tayr Debba ad Adlun, fino alla periferia sud di Beirut. Nelle ultime 48 ore i raid si sono concentrati sui ponti sul fiume Litani: Al-Qassam, Jisr Qa’qayah, Al-Dalafah, Qasmiyeh. Il Qasmiyeh, ad esempio, oltre a essere un importante collegamento con le città di Tiro e Sidone, rappresentava…
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