Jolly Manifatture: capitale umano e arte del cucito nell’alta moda
“L'articolo racconta la storia della Jolly Manifatture, un'azienda di alta moda che valorizza il lavoro artigianale e il capitale umano, evidenziando le sfide del settore tessile italiano nel contesto attuale.”
ALLA Jolly Manifatture di Selci l’ago e il filo, la precisione e il Made in Italy sono un esercizio quotidiano nelle mani di una ventina di dipendenti, tutte donne. In un mercato globale del tessile sempre più vorace, l’azienda -situata nel comune di San Giustino al confine tra Umbria e Toscana- si distingue come un presidio di resistenza artigianale: qui, tra i tavoli da taglio e le macchine da cucire, questo gruppo di donne trasforma i tessuti di pregio nei capi spalla per grandi marchi. Oggi come 50 anni fa. I titolari sono Valeria e Stefano Ganganelli (unica quota azzurra del team) figli della fondatrice e soci insieme a Paola Cii: la Jolly è un’azienda di façon di alto livello, un anello della lunga catena che sostiene i brand più prestigiosi della moda. La storia inizia 50 anni fa, il 18 novembre 1976 con l’intuizione di Maria Maddalena Pasquetti, nota affettuosamente come Gina, che avviò la "Confezione Jolly". E non fu una scelta dettata da calcoli di marketing "quanto da una bella incoscienza per i tempi di allora… sostenuta da una passione forte, da una dedizione totale con un’abilità sartoriale non trascurabile oltre alle valide collaboratrici e ai familiari che facevano…
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Libero Quotidiano