Legge elettorale, trattativa con le opposizioni in salita. Salta anche il voto su Roma Capitale
“L'articolo discute le difficoltà nelle trattative per la legge elettorale dopo il referendum sulla giustizia, evidenziando le tensioni tra il centrodestra e le opposizioni.”
Nel day after del referendum sulla giustizia, tra il passo indietro di Bartolozzi e Delmastro e le tensioni esplicite tra palazzo Chigi e Daniela Santanchè, si affaccia un’altra discussione spinosa, quella dedicata alla legge elettorale. Il 31 marzo in commissione Affari costituzionali alla Camera inizierà l’esame del testo. A dare l’annuncio in aula è Nazario Pagano di Forza Italia, presidente della prima commissione a Montecitorio. Insieme alla proposta del centrodestra ce ne saranno altre otto, sempre su materie elettorali, presentate anche dalle opposizioni.
Dopo la sconfitta referendaria c’è chi si chiede se per la maggioranza su questo dossier non sia meglio cercare il dialogo, per raggiungere un testo base condiviso e scansare l’ipotesi della fiducia. Dal canto loro, gli azzurri fanno sapere che l’apertura ci sarà a patto che ci sia anche dall’altro lato. Perché «aprire non vuol dire accettare in blocco quello che voglio loro». All’annuncio di Pagano, infatti, seguono a stretto giro gli strali del Campo largo che fin dall’inizio ha bollato lo “Stabilicum” come gravemente lesivo dei diritti degli elettori (oltre che bilanciato in modo da avvantaggiare il centrodestra).
Ma…
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