Allarme nel Mare di Norvegia: un sottomarino nucleare sovietico affondato nel 1989 rilascia ancora materiale radioattivo

“Un sottomarino nucleare sovietico affondato nel 1989 continua a rilasciare materiale radioattivo, rappresentando una minaccia per l'ambiente e la salute pubblica. Le autorità norvegesi monitorano costantemente la situazione, ma il rischio non è completamente eliminato.”
Roma, 24 marzo 2026 – Un sottomarino nucleare sovietico dell’epoca della Guerra Fredda continua a rappresentare una minaccia silenziosa nelle profondità dell’oceano. Si tratta del K-278 Komsomolets, affondato nel 1989 nel Mare di Norvegia, che secondo una recente indagine starebbe ancora rilasciando materiale radioattivo.
L’allarme arriva da uno studio pubblicato sulla rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) e guidato dal radioecologo marino Justin Gwynn per conto dell’Autorità norvegese per la sicurezza dalle radiazioni e del nucleare.
Si è inabissato per un incendio
Il Komsomolets affondò 37 anni fa, esattamente il 7 aprile 1989, a seguito di un incendio a bordo, portando con sé un reattore nucleare e due siluri nucleari. Il disastro costò la vita alla maggior parte dell’equipaggio e lasciò sul fondo del mare, a circa 1.680 metri di profondità, una fonte di rischio radioattivo a lungo termine.
Fin dagli anni Novanta le autorità norvegesi hanno avviato un monitoraggio costante del relitto. Le prime indagini rivelarono gravi danni strutturali: crepe nello scafo e infiltrazioni d’acqua che avevano raggiunto anche il compartimento dei siluri. Per ridurre il…
Il sottomarino Komsomolets dopo 37 anni è ancora radioattivo
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