"Così mio fratello Paolo graffiava le meschinità"
“L'articolo celebra la figura di Paolo Poli, evidenziando il suo approccio provocatorio e ironico nei confronti delle meschinità sociali e culturali, nonché il suo impatto nel panorama teatrale italiano.”
"Un beneducato genio del male lo definiva Natalia Ginzburg- Un lupo in veste d'agnello". Sintesi perfetta dell'appeal di Paolo Poli. Che a 10 anni dalla scomparsa (25 marzo 2016), con quel mix di garbo e ferocia, di miele e veleno, resta unico, nel panorama dello spettacolo italiano. "Paolo non ha mai lisciato il pelo a nessuno - commenta Lucia Poli, attrice e sorella amatissima - Possedeva una grazia ed una dolcezza estreme. Ma per mettere alla berlina le meschinità del mondo tirava fuori il suo graffio".
Suo fratello è stato il primo a rovesciare in grottesco e in ridicolo gli autori più paludati.
"Sì: riscriveva, dissacrandoli, scrittori popolari come Niccodemi, Gozzano, la Invernizio... Per sbeffeggiare quell'Italietta un po' retrograda, chiusa e soffocante che, invece, loro esaltavano. Pensava che in loro, più che nei grandi autori, ci fosse il sapore del periodo. E così li sfotteva. Ma affettuosamente".
È stato fra i primissimi a recitare en travesti. È vero che quando nelle recite casalinghe gli facevano interpretare il principe, lui protestava: "Fatemi fare la strega!".
"Sì. Perché il principe è noioso, mentre la strega è divertente, scatena la fantasia. Il travestiment…
Quotidiano Nazionale PoliticaL’eterna Italietta di Paolo Poli. Il suo sberleffo contro le ipocrisie
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