Diritti e Società

"Così mio fratello Paolo graffiava le meschinità"

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Paolo Scotti)·25 marzo 2026 alle 04:00
ARTICOLO

L'articolo celebra la figura di Paolo Poli, evidenziando il suo approccio provocatorio e ironico nei confronti delle meschinità sociali e culturali, nonché il suo impatto nel panorama teatrale italiano.

"Un beneducato genio del male lo definiva Natalia Ginzburg- Un lupo in veste d'agnello". Sintesi perfetta dell'appeal di Paolo Poli. Che a 10 anni dalla scomparsa (25 marzo 2016), con quel mix di garbo e ferocia, di miele e veleno, resta unico, nel panorama dello spettacolo italiano. "Paolo non ha mai lisciato il pelo a nessuno - commenta Lucia Poli, attrice e sorella amatissima - Possedeva una grazia ed una dolcezza estreme. Ma per mettere alla berlina le meschinità del mondo tirava fuori il suo graffio".

Suo fratello è stato il primo a rovesciare in grottesco e in ridicolo gli autori più paludati.

"Sì: riscriveva, dissacrandoli, scrittori popolari come Niccodemi, Gozzano, la Invernizio... Per sbeffeggiare quell'Italietta un po' retrograda, chiusa e soffocante che, invece, loro esaltavano. Pensava che in loro, più che nei grandi autori, ci fosse il sapore del periodo. E così li sfotteva. Ma affettuosamente".

È stato fra i primissimi a recitare en travesti. È vero che quando nelle recite casalinghe gli facevano interpretare il principe, lui protestava: "Fatemi fare la strega!".

"Sì. Perché il principe è noioso, mentre la strega è divertente, scatena la fantasia. Il travestiment…

SENTIMENTTono dell'articolo
+0.20
CriticoNeutroCostruttivo
TONOCritico
PERSONE
Paolo Poli
Lucia Poli
Natalia Ginzburg
COPERTURA CORRELATA
5 articoli