Politica Interna

Italia-Irlanda del Nord, Gattuso non ringhia: cosa non va nelle convocazioni

FONTE
Libero Quotidiano
undefined·22 marzo 2026 alle 01:08
ARTICOLO

L'articolo analizza le convocazioni del ct Rino Gattuso per il doppio spareggio della Nazionale italiana di calcio, evidenziando la scelta controversa di includere Federico Chiesa nonostante le sue recenti prestazioni deludenti.

Il ct Rino Gattuso ha diramato l’elenco dei 28 convocati per il doppio- si spera- spareggio che vale un pass per il prossimo Mondiale: si parte giovedì 26 a Bergamo contro l’Irlanda del Nord per poi pregare di dover volare martedì 31 in Galles o in Bosnia. La lista conferma la prevedibilità della Nazionale, chiaramente impostata su un 3-5-2 d’ordinanza, e certifica l’assoluta priorità data al gruppo delle due precedenti convocazioni a discapito delle novità che, soprattutto in partite così “pesanti”, solitamente portano un’utile dose di leggerezza.

La monotonia è spezzata da un’unica scelta che Gattuso ha tenuto nel cassetto fino all’ultimo: Federico Chiesa. Il ct che si pensava non facesse sconti a nessuno, ha deciso di perdonare un giocatore che più volte, per sua stessa ammissione, ha declinato la maglia azzurra. Evidentemente lo ha aspettato, ma è scontato che un trattamento speciale riservato a un giocatore che di speciale ormai non ha più nulla faccia infuriare il Paese dei commissari tecnici. Chiesa, infatti, ha numeri deprimenti nel Liverpool: 31 presenze a referto ma per la miseria di 660 minuti complessivi, una media di 21 minuti a gara, crollati ad appena 12’ nelle ultime tre uscite di Premier League, torneo in cui è partito titolare una sola volta. Ma Gattuso è convinto che proprio questo ritorno discusso possa accendere nel giocatore una fame primordiale. Spera che la rabbia lo sproni a farsi valere, in modo da avere una carta per passare dal 3-5-2 al 4-4-2 in un eventuale disperato assalto finale.

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Resta un azzardo perché, con questa scelta, Gattuso si è caricato sulle spalle una pressione extra di cui poteva fare a meno, dato che il resto delle convocazioni tutto sommato segue l’offerta in base al modulo di gioco scelto. Per far spazio a Chiesa e al “suo” gruppo, Gattuso ha deciso di ignorare scientificamente gli uomini più in forma del nostro asfittico reparto offensivo, ovvero Bernardeschi e Zaniolo, preferendo loro il fantasma stagionale di Raspadori e uno Scamacca mai brillante. Scorrendo il resto della lista, si le “novità” sono in realtà dei ritorni: quello di Scalvini (assente da marzo 2024), quello di Pisilli (fuori da novembre) e di Coppola (assente dal dramma in Norvegia, ultimo valzer con Spalletti).

A centrocampo Tonali sarà titolare, così come davanti partono favoriti Retegui e Kean. Difficilmente si prenderà una maglia da titolare Palestra, unico debuttante in lista: vedendo le logiche conservative di queste convocazioni, il timore è che parta come quinta e ultima scelta sulle fasce, quando per passo e inerzia stagionale dovrebbe essere il prescelto a destra. Tra i pali non c’è Vicario perché costretto a operarsi d’ernia, sostituito da Caprile; così Carnesecchi scala meritatamente le gerarchie e diventa il vice-Donnarumma ufficiale davanti a Meret. Ma che senso ha chiamare quattro portieri? Perché non aggiungere un ulteriore jolly di movimento? Kayode, ad esempio, è titolare e autore di buone prestazioni in Premier col Brentford. Mistero della fede che serve avere in questo gruppo e nel ct che lo ha composto, nella speranza che Fede (Chiesa) non serva: vorrebbe dire essere sotto a pochi minuti dalla fine, come contro la Macedonia quattro anni fa e la Svezia otto anni fa.

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PERSONE
Rino Gattuso
Federico Chiesa
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Bergamo
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