Il finale di House of Cards è in tribunale. «Kevin Spacey era in grado di continuare», la casa di produzione perde 100 milioni di dollari
“L'articolo discute le conseguenze legali e finanziarie per la casa di produzione di 'House of Cards' a seguito delle accuse di molestie sessuali contro Kevin Spacey, che hanno portato al suo licenziamento e al flop della sesta stagione.”
House of Cards ha certamente rivoluzionato il mercato del prodotto seriale, si tratta della prima serie prodotta da Netflix, un banco di prova importante e brillantemente superato, diventando all’istante un nuovo cult della cultura pop a livello globale. Un idillio che però si è interrotto quando, nell’ambito del caso Harvey Weinstein, nell’ottobre del 2017, il protagonista Kevin Spacey viene accusato di molestie sessuali da parte dell’attore Anthony Rapp per un fatto risalente al 1986, quando Spacey aveva 26 anni e Rapp solo 14. A quel punto è come se un presunto vaso di Pandora si scoperchiasse, otto membri della troupe di House of Cards, nonché il figlio dell’attore Richard Dreyfuss e quello della giornalista Heather Unruh, dichiarano di essere stati molestati dall’attore. Seguiranno altre numerose accuse nei suoi confronti con richieste milionarie, ma finiranno tutte archiviate. Nel frattempo però, all’indomani dello scandalo, Netflix si mette in fretta e furia ai ripari annunciando il licenziamento di Kevin Spacey e che la sesta stagione di House of Cards sarebbe stata l’ultima. Risultato: una stagione flop. Senza Frank Underwood, House of Cards non aveva alcun senso di esiste…
