Il batterio che sopravvive allo spazio (e forse ci ha preceduti su Marte). Come diceva Nanni Bignami "i marziani siamo noi"?
“L'articolo esplora le straordinarie capacità del batterio Deinococcus radiodurans di resistere a condizioni estreme, suggerendo implicazioni per la vita extraterrestre e la litopanspermia.”
Conoscete il Deinococcus radiodurans? Sembra il nome di un supercriminale della Marvel, o di un wrestler intergalattico, e invece è un batterio da non sottovalutare, anzi, potremmo chiamarlo il supereroe dei batteri per la sua eccezionale capacità di resistere pressoché a tutto. Tranquilli, non sto parlando di un batterio patogeno pericoloso per noi, non andate in panico da antibiotico, per noi è innocuo, appare interessante piuttosto per le riflessioni e ripercussioni sull’astrobiologia.
Uno studio pubblicato su PNAS Nexus da ricercatori della Johns Hopkins University suggerisce che almeno alcuni batteri estremofili potrebbero sopravvivere alla fase più brutale di un possibile trasferimento naturale tra pianeti, e cioè l’espulsione da una superficie planetaria dopo un grande impatto asteroidale, e i ricercatori hanno testato proprio lui, il Deinococcus radiodurans, noto per la sua eccezionale resistenza a radiazioni estreme, freddo estremo, caldo estremo, disseccamento estremo (per questo batteri del genere si chiamano estremofili), sottoponendolo a pressioni paragonabili a quelle generate da un’espulsione violenta da Marte.
Bene, questo tipetto tosto di microrganismo fa sembrar…
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