Uno studio italiano ribalta i sogni: sognare molto non significa dormire bene
“Uno studio pubblicato su PLOS Biology da Giulio Bernardi e il suo gruppo analizza la relazione tra sogni e qualità del sonno, evidenziando che sognare molto non implica necessariamente un buon riposo.”
“Come hai dormito?”. “Io malissimo, tu?”. “Io benissimo, ho sognato un sacco”. Sognare è un’attività che hanno tutti gli animali, nel nostro caso ci abbiamo costruito sopra qualsiasi cosa, da Freud e i simboli fallici fino alle apparizioni di cari defunti che ti danno i numeri del lotto, e il fatto che chi li gioca non vinca mai non cambia niente, ci riprovano ogni volta. Uno dei tanti bug del nostro cervello. In ogni caso una convinzione diffusa è che sognare molto significhi aver riposato bene.
Ma non sembra sia così. Uno studio pubblicato il 24 marzo 2026 su PLOS Biology, coordinato dal gruppo di Giulio Bernardi all’IMT di Lucca, si basa su tre esperimenti di risveglio seriale con 44 adulti sani, monitorati con EEG a alta densità durante la fase NREM2. Quindi non la classica fase REM, quella dei sogni più vividi, ma neppure il sonno profondo a onde lente. In sintesi (lo studio è lungo e dettagliato) i partecipanti sono stati svegliati più volte nel corso della notte e dovevano valutare sia quanto sentissero “profondo” il sonno appena interrotto, sia l’eventuale presenza e qualità dell’esperienza onirica.
Risultato: la sensazione soggettiva di sonno profondo cresceva nel corso…
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