I Fratelli e le Sorelle d’Italia di Meloni. E questo è il problema
“L'articolo offre una critica alla leadership di Giorgia Meloni e alla composizione del suo partito, evidenziando le problematiche interne e le figure chiave che lo compongono.”
Nell’incognito che le si para davanti Giorgia Meloni dovrà fare i conti anche con i talenti del suo partito. Anzitutto: è un vero partito? Oppure è una associazione di pensatori dalle spiccate libertà di pensiero e di opere e, se è permesso, anche di omissioni? Non è una domanda di stile: prendiamo Ignazio Benito La Russa, decano del partito. La disinvoltura con la quale officia il suo alto incarico, la presidenza del Senato, è così nettamente fuori dalle righe (“Chi è quel coglione che ha appena parlato”, è il quesito che ha posto qualche giorno fa alla segretaria generale di palazzo Madama durante un dibattito d’aula) lo rendono un personaggio non contenibile, nel senso appunto del principio della prudenza e della continenza. Spesso straparla persino quando sta zitto. Per esempio il giorno del voto: “Sì, ho votato” ha scritto sui social, dove appariva anche il suo volto molto sorridente (era appena reduce dai funerali di Bossi). Nell’immaginato sotteso calembour (“ho votato sì”) tutto il senso della sua interpretazione istituzionale.
Volendo saltare per carità di patria la figura di Arianna, sorella di Giorgia e vice comandante dei Fratelli (altrove sarebbe mai potuto accadere c…
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Il Messaggero Politica
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