Trump tira il freno ma Israele alza il tiro e Pezeshkian dialoga. È rischio escalation
“L'articolo analizza la situazione di tensione tra Stati Uniti, Israele e Iran, evidenziando la possibilità di un ridimensionamento delle operazioni militari americane e le condizioni poste dall'Iran per la cessazione degli attacchi.”
Gli Usa inviano segnali di voler ridurre i raid contro l'Iran, mentre Israele continua a martellare senza tregua la Repubblica islamica e valuta anzi un inasprimento degli attacchi. Nonostante l'amministrazione di Donald stia inviando nuove truppe e rafforzando la presenza navale in Medioriente, il presidente americano afferma che sta valutando un "ridimensionamento" delle operazioni militari, e intanto gli Stati Uniti allentano temporaneamente le sanzioni sulle spedizioni di petrolio di Teheran nel tentativo di frenare il rialzo dei prezzi. In un post su Truth, il tycoon sostiene che ci stiamo "avvicinando molto al raggiungimento dei nostri obiettivi, e valutiamo di ridimensionare i nostri grandi sforzi militari" nella regione. Le sue parole rappresentano finora l'indicazione più forte del fatto che il comandante in capo potrebbe essere pronto a porre fine, a breve, alle ostilità iniziate il 28 febbraio. E la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, in un post su X pubblicato poco dopo il suo messaggio, ricorda che "Trump e il Pentagono avevano previsto che sarebbero state necessarie circa 4-6 settimane per portare a termine questa missione. Domani si conclude la terza settim…
