Fenomeno Tribùk: quaranta editori, a turno, hanno ventotto minuti per presentare i titoli che vorrebbero vedere sugli scaffali dei librai
“L'articolo descrive la convention Tribùk, un evento che riunisce editori e librai italiani per presentare titoli da mettere in vendita. Si evidenzia l'importanza dei librai e il modello ispirato a un evento simile negli Stati Uniti.”
Un grande hotel, diciannove tavoli disposti in diversi saloni, sei o sette librai seduti a ciascuno, e un giro continuo di una quarantina di editori che, a turno, hanno ventotto minuti per presentare i titoli che vorrebbero vedere sugli scaffali dei librai. È il format essenziale di Tribùk, la convention che da nove anni riunisce ad Abano Terme una parte importante del mondo editoriale italiano. Scordatevi i più conosciuti e blasonati saloni del libro, qui niente pubblico e niente stand. Si lavora a testa bassa. Solo persone della stessa filiera che parlano di libri, per ore e per giorni, con un entusiasmo che è difficile trovare altrove.
L’idea è mutuata dal modello del Winter Institute dell’American Booksellers Association, che si svolge ogni anno a Minneapolis e richiama centinaia di librai indipendenti da tutti gli Stati Uniti. Gli organizzatori italiani (una associazione culturale fondata nel 2016 da Gianluca Catalano, Sandro Ferri, Ester Hueting, Simona Olivito, Enrico Quaglia, Emanuela Rapetti e Martina Perseli) hanno osservato e reinterpretato in salsa italiana.
La vera ricchezza dell’evento sono i librai. Provengono da tutta la penisola, dalle grandi librerie dei capoluo…
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