La Russa ricorda l’amico Bossi: “Fu Tatarella a fargli capire che il Nord non gli sarebbe bastato a farlo vincere”
“Ignazio La Russa ricorda Umberto Bossi, sottolineando la sua evoluzione politica e l'importanza delle alleanze con Roma per la Lega. Bossi è descritto come un innovatore nel panorama politico italiano.”
“A un certo punto capì che se la Lega voleva avere un peso doveva stare nelle istituzioni della Capitale, e non marginalizzarsi e rintanarsi nella micro patria. Era una persona curiosa e libera. Questo è stato Umberto”, spiega, in un’intervista a Il Messaggero, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, commentando la scomparsa di Umberto Bossi, che definisce amico, un “amico perduto” al quale non è riuscito a dare un ultimo saluto.
La Russa e il ricordo di Umberto Bossi
“Il suo mondo era un altro, il Nord, ma aveva capito, e Berlusconi in questo è stato molto bravo, che la guida della nazione è qui. E che una volta abbandonata l’idea della secessione, e dal 2000 lui la abbandonò definitivamente, occorreva fare i conti con Roma, con il Palazzo romano e con questa Capitale. La vedeva come capita ai turisti: forte e bella, ma il Settentrione era la sua ragion d’essere. Tatarella ha avuto una funzione importante su di lui. Gli fece capire che da solo il Nord non bastava e che doveva allearsi con no”, spiega il presidente del Senato. “Il concetto di un partito territoriale era sconosciuto in Italia. Ebbene, lui lo ha introdotto e lo ha fatto vivere sempre. Non è poco. È stato un inv…
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