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Usa ed Ecuador bombardano un sito di narcotrafficanti. I residenti: «Era soltanto una fattoria»

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Anna Clarissa Mendi·25 marzo 2026 alle 07:56
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L'articolo riporta un attacco aereo degli Stati Uniti in Ecuador, inizialmente giustificato come colpo contro narcotrafficanti, ma contestato da testimoni che affermano che l'obiettivo era una fattoria. Le implicazioni politiche e le preoccupazioni sui diritti umani emergono chiaramente.

Mentre il presidente Trump si preparava ad accogliere i leader conservatori latinoamericani a un vertice in Florida all’inizio di marzo, funzionari statunitensi hanno diffuso un video di una massiccia esplosione che mostrava la distruzione di quello che, a loro dire, era un campo di narcotrafficanti, collegati a gruppi armati colombiani, nelle zone rurali dell’Ecuador. Il filmato aveva lo scopo di dimostrare che l’esercito statunitense, che da mesi bombarda imbarcazioni che sostiene trasportino droga dal Sud America, stava «ora bombardando narco-terroristi sulla terraferma», come ha scritto sui social media il segretario alla Difesa Pete Hegseth.

«L’attacco ha solamente distrutto un allevamento di bestiame»

Ma un’indagine del New York Times mette in discussione questa versione. Secondo testimonianze raccolte sul posto – tra cui quelle del proprietario del terreno, di alcuni lavoratori agricoli, di residenti e di avvocati per i diritti umani – l’obiettivo colpito non sarebbe stato un sito legato al narcotraffico. L’attacco, avvenuto nei pressi del villaggio rurale di San Martín, nel nord del Paese, avrebbe invece distrutto un allevamento di bestiame e una fattoria lattiero-casear…

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