Di poesia c’è bisogno. In Francia lo hanno capito bene
“L'articolo sottolinea l'importanza della poesia come elemento culturale e sociale, evidenziando la differenza tra l'Italia e la Francia nella celebrazione di questa forma d'arte.”
di Pietro Fucile
Il 21 marzo non segna solo il risveglio della natura, è anche la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’Unesco nel 1999 per celebrare la parola poetica come custode della diversità linguistica e ponte universale tra i popoli. In Francia, l’iniziativa “Le Printemps des Poètes” trasforma le città in palcoscenici a cielo aperto, portando i versi fin nelle metropolitane e nelle scuole come un bene pubblico essenziale. Per portata e partecipazione, è considerato il più importante evento poetico al mondo. In Italia, sebbene la giornata si animi con letture e incontri nelle biblioteche, la ricorrenza non gode ancora del rilievo che meriterebbe. Una carenza che invita a una seria riflessione.
In un’epoca dominata dall’utilitarismo, dalle performance e dalle skills, lo spazio per la poesia tende a contrarsi. Tuttavia, quando a questo scenario si aggiungono arroccamenti identitari e dispute territoriali, tali spazi rischiano di ridursi a “riserve per reietti”. È opportuno ricordare che la storia letteraria italiana ha talvolta sofferto di una parzialità geografica persino nelle sedi istituzionali. Emblematico è il caso delle linee guida ministeriali del 2010, quand…
