Unesco, l'Italia candida: presepe, uve della Valpolicella e patrimonio alimentare alpino
“L'Italia ha presentato tre nuove candidature all'Unesco per il riconoscimento di patrimoni culturali immateriali, tra cui il presepe e la tradizione vitivinicola della Valpolicella, sottolineando l'importanza di queste tradizioni per l'identità culturale italiana.”
Roma, 23 marzo 2026 – In un mondo lacerato dai conflitti – sia commerciali che militari – e minato da una crescente incertezza sul futuro, un presepe (forse) ci salverà. Deve averlo pensato, nei giorni scorsi, anche la Commissione nazionale italiana per l'Unesco, che ha deciso, su proposta del ministero della Cultura, di presentare all'Unesco tre nuove candidature per l'iscrizione a patrimonio culturale immateriale. Sono il presepe, l'appassimento delle uve della Valpolicella e il patrimonio alimentare alpino.
La candidatura del presepe
La candidatura 'Il presepe, dalle origini a tradizione culturale, e l'arte di crearlo’ valorizza "la creatività artistica, l'artigianato e la spiritualità popolare delle comunità presepiali, con contributi dell'associazione italiana ‘Amici del presepio’ e dei luoghi simbolo di Greccio e Assisi”. Il termine ‘presepe’ deriva dal latino “prae saepe” (letteralmente, "davanti alla siepe”): in epoca romana, “saepe” indicava infatti una mangiatoia, uno spazio per animali. Nella nota del Mic si spiega che l'iniziativa, promossa dall'Italia con la partecipazione di Spagna e Paraguay, acquista un significato ancor più rilevante nell'anno in cui ricorrono gl…
