La lezione del referendum: fra gli italiani e la Costituzione un legame più forte dei partiti

“L'articolo sottolinea come il recente referendum abbia sorpreso le aspettative, evidenziando un legame forte tra i cittadini e la Costituzione, al di là delle dinamiche politiche tradizionali.”
Alla fine non possiamo che ammettere, ancora una volta, che non ci aveva preso nessuno. Prima ancora di iniziare a votare, avevamo già cantato il de profundis di questo referendum, convinti che alle urne ci sarebbero andati i soliti (pochi) noti, rinnovando la triste litania di ogni chiamata elettorale: la democrazia debole, la disaffezione dei cittadini. E invece il risultato non è solo uno schiaffo alle previsioni, ma anche alla debolezza e all’insipienza dei partiti, e alla miopia di chi pretende di leggere il Paese con lenti sempre troppo inadeguate a intercettare gli umori, e le passioni, reali. Al referendum sulla giustizia ha vinto la Costituzione, e le ragioni di un’affluenza massiccia, imprevista e imprevedibile, le ragioni di un risultato così schiacciante per il fronte del No, non si possono questa volta ricondurre né solo alle istanze dell’opposizione né solo agli errori della maggioranza.
Perché ciò che davvero colpisce non è tanto il risultato in sé – affluenza al 59%, quasi il 54% per il No – quanto la forma singolare in cui si è prodotto: senza una mobilitazione di massa visibile, senza una guida politica riconoscibile, senza una narrazione capace di fare da colla…
