La morte di Bossi ricorda alla sinistra l’irrisolta questione settentrionale
“L'articolo analizza come la morte di Umberto Bossi riapra il dibattito sulla questione settentrionale e sul predominio del centrodestra in Lombardia e Veneto, evidenziando l'immobilismo del centrosinistra su tali tematiche.”
«Esiste una questione settentrionale e prima o poi la dovremo affrontare». Era l’aprile del 1996, L’Ulivo di Romano Prodi aveva appena vinto le elezioni e Massimo D’Alema, segretario del Pds, il Partito democratico della sinistra, non si lasciò abbagliare dal successo. A D’Alema, romano di nascita e pugliese d’adozione, non sfuggì che al Nord il centrodestra l’aveva fatta da padrona.
Massimo D’Alema con Romano Prodi nel 1996 (foto Ansa).
Lombardia e Veneto da 30 anni saldamente in mano alla destra
Dopo 30 anni, la morte di Umberto Bossi ha riaperto una riflessione sul valore dell’intuizione politica del leader leghista, sul dare voce alle istanze del Nord Italia, sul federalismo, mentre il centrosinistra tutto sommato su quella riflessione è ancora al palo. Perché nonostante tutti i convegni e i tentativi politici, Lombardia e Veneto sono saldamente in mano a esponenti del centrodestra. Solo il Piemonte e la Liguria a tratti si sono lasciati guidare da politici di centrosinistra.
Le Regioni più produttive appannaggio dell’avversario
Diverso è il discorso delle grandi città: Milano, Torino e Genova hanno avuto spesso sindaci di sinistra, ma guardando i dati delle elezioni polit…
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