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FONTE
Il Giornale
[email protected] (Marco Lombardo)·23 marzo 2026 alle 07:57
ARTICOLO

L'articolo analizza le scelte tattiche di Allegri nel calcio, in particolare l'uso della difesa a quattro, confrontandole con le tendenze internazionali e le squadre italiane.

Dev’essere successo qualcosa anni fa, e non è nemmeno colpa del biliardino: lì in difesa stanno addirittura solo in due, e almeno sempre pari sono. Insomma: ha fatto notizia il fatto che Allegri, in Milan-Torino, abbia vinto la partita quando ha schierato la sua squadra con quattro difensori. Eresia, pare: ma perché?

Di solito in Italia siamo bravi a imparare, ma pure il Barcellona di Guardiola - quello che ha fatto passare i nostri tecnici come dinosauri e per il quale siamo diventati malati di tiki-taka - la difesa ce l’aveva così: Alves-Pujol-Pique-Abidal. Invece a un certo punto si è sparsa la voce che se non avevi la retroguardia a tre diventavi uno sfigato, e allora via con il calcio spettacolo: braccetti davanti al portiere (vogliamo dirlo? Definizione orribile), esterni che si sfiancano tanto che dopo 60 minuti di partita sono morti, guai a non essere dispari in pratica. Perché a volte il 3 diventa 5, ma in questo caso siamo a un livello superiore di disturbo tattico.

E quindi torniamo ad Allegri: come lo dobbiamo considerare, un retrogrado? Certo, la difesa a tre a volte funziona, vedi il caso dell’Inter di Inzaghi che Chivu ha ereditato senza fare troppi cambiamenti (pe…

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