Xi muove la "flotta fantasma": cosa c’è dietro l'espansione invisibile nel Pacifico
“L'articolo esplora l'espansione della Cina nel Pacifico attraverso una flotta di ricerca marina, evidenziando le implicazioni strategiche e militari di queste operazioni. La Cina mira a diventare una potenza marittima, sfruttando risorse e controllando spazi strategici.”
La Cina sta costruendo una presenza sempre più capillare e strategica nei mari e nelle profondità del Pacifico. Secondo il China Maritime Studies Institute, oltre 40 navi compongono la più grande flotta mondiale dedicata alla ricerca marina d’altura. Ufficialmente impegnate in attività scientifiche, queste imbarcazioni raccolgono dati su fondali, correnti, ecosistemi e risorse minerarie. Il quadro complessivo suggerisce però ben altro: una rete di operazioni a doppio uso, civile e militare, che si inserisce nella più ampia strategia di fusione tra sviluppo tecnologico e difesa promossa dal presidente cinese Xi Jinping. L’obiettivo dichiarato dal Dragone: trasformarsi in una grande potenza marittima, capace non solo di sfruttare le risorse oceaniche, ma anche di controllare spazi strategici chiave.
Le mosse della Cina
L’esplorazione mineraria dei fondali rappresenta un tassello cruciale per Pechino, che detiene cinque dei 31 contratti di esplorazione concessi dall’Autorità internazionale dei fondali marini (ISA), posizionandosi come leader globale in un settore ancora agli albori ma destinato a diventare centrale per le catene di approvvigionamento di materie prime critiche.
Seco…
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