Giustizia

"Il governo prosegua il suo cammino. No alle esultanze. I pm restino sobri"

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Hoara Borselli)·26 marzo 2026 alle 10:00
ARTICOLO

L'intervista al procuratore Nicola Gratteri esplora le sue posizioni sulla riforma costituzionale e le recenti dimissioni di alcuni membri del governo, evidenziando preoccupazioni riguardo all'equilibrio tra i poteri dello Stato.

«E lei chiede una intervista a me? Ma le ha lette tutte le cose tremende che in queste settimane sono apparse sul Giornale contro il sottoscritto?». Inizia così ieri mattina, in modo un po' aspro, la telefonata col procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il magistrato che ha guidato e vinto la battaglia per affossare la riforma Nordio. Poi però si convince. Si fida e accetta.

Dottor Gratteri è stato lei il vero leader dello schieramento del No?

«No. Ho ritenuto di seguire la mia coscienza e schierarmi, pur senza aderire ad alcun comitato, contro questa riforma costituzionale, senza curarmi di eventuali conseguenze per la mia persona. Non potevo tacere. La vittoria del No non è legata a una leadership, ma è il frutto di una attività diffusa di informazione della cittadinanza sul merito della riforma da parte di magistrati e di altri esponenti della società civile, tra cui molti avvocati, che ha contribuito a chiarire l'oggetto e le conseguenze della stessa».

Lei pensa che sia stato soprattutto un voto contro la riforma o soprattutto un voto contro il governo?

«Non è un voto contro il governo, che ha il diritto di proseguire il suo cammino fino alla fine della legislatura. D'altro…

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