Guerra in Medio Oriente, le maggiori compagnie aeree hanno perso 53 miliardi di dollari. E ora si rischia la mancanza di carburante
“Le compagnie aeree globali hanno subito perdite di 53 miliardi di dollari a causa della guerra in Medio Oriente, con preoccupazioni per una possibile carenza di carburante e l'aumento dei costi. Le tensioni nello Stretto di Hormuz aggravano la situazione.”
Le venti maggiori compagnie aeree quotate in borsa a livello mondiale hanno perso circa 53 miliardi di dollari di valore dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata il 28 febbraio. Lo scrive il Financial Times, confermando che il settore aereo sta attraversando la peggiore crisi dalla pandemia. Le compagnie sono anche preoccupate per una possibile carenza di carburante. Il costo del propellente per aerei è raddoppiato dall’inizio del conflitto e sono in preparazione piani di emergenza.
Secondo diversi dirigenti del settore, non esistono garanzie sulla disponibilità di jet fuel oltre il breve termine e le aziende stanno già valutando scenari alternativi, inclusi tagli ai voli, in particolare verso l’Asia, dove il rifornimento dipende in larga parte dalle rotte energetiche del Golfo. Il timore principale riguarda non solo l’aumento dei costi ma anche la possibilità concreta di una riduzione dell’offerta. Alcuni aeroporti dispongono ancora di scorte per alcune settimane, ma operatori e trader energetici avvertono che in diverse aree del mondo le carenze potrebbero diventare inevitabili. Paesi come il Vietnam hanno già segnalato il rischio di limitazioni…
