Giustizia

Nel segreto dell’urna il centrodestra ha votato No. Cosa raccontano quei 2 milioni di voti in più

FONTE
Il Riformista
Giuliano Cazzola·27 marzo 2026 alle 14:30
ARTICOLO

L'articolo discute la vittoria del No nel referendum sulla magistratura, evidenziando la sconfitta del fronte del Sì e le implicazioni per la giustizia in Italia. Si sottolinea come il centrodestra abbia ottenuto un significativo supporto, superando le aspettative.

«I resti del fronte del Sì risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza». Così potrebbe terminare il bollettino della vittoria della coalizione (campo largo, Cgil, sotto la guida dell’Anm) dopo il successo del No nel referendum sulla magistratura. Noi, sostenitori del Sì, possiamo stringere patti per continuare la lotta per una giustizia più giusta, in favore del garantismo; ma la sconfitta è pesante.

È vero che i precedenti tentativi di riformare l’ordinamento giudiziario per via referendaria, promossi dagli instancabili radicali, non hanno mai ottenuto tanti suffragi come nella consultazione del 22-23 marzo; ma è altrettanto vero che il No ha incassato 2 milioni di voti in più e ha vinto di larga misura in larga parte del Paese. A questo dato si aggiunge la beffa di aver perso la sfida della trasversalità, nel senso che l’eletta schiera della sinistra del Sì – che si è battuta con coraggio e determinazione – è stata surclassata sul piano dei consensi da quei pezzi dell’elettorato di centrodestra che, nel segreto dell’urna, hanno votato No. Infine, c’è il voto dei giovani, delle periferie e degli astenuti nelle elezioni politiche,…

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