La sconfitta di Borgonzoni sulla Capitale della Cultura 2028 e le altre pillole
“L'articolo riporta la sconfitta di Lucia Borgonzoni nella scelta della Capitale della Cultura 2028, assegnata ad Ancona, evidenziando le reazioni politiche e le implicazioni per il ministero della Cultura.”
Per Lucia Borgonzoni, sottosegretaria al ministero della Cultura, si tratta dell’ennesimo ko, dopo essere già stata esautorata sul cinema. Stavolta è per la scelta della Capitale della Cultura 2028, che la commissione guidata da Davide Desario ha voluto assegnare alla città di Ancona. Nella sala intitolata a Giovanni Spadolini, in via del Collegio Romano, il ministro Alessandro Giuli ha aperto ufficialmente la busta consegnatagli dal direttore dell’agenzia AdnKronos (voluto dall’ex ministro Gennaro Sangiuliano): davanti al pubblico dei sindaci che avevano candidato le loro città, e alla sottosegretaria che faceva il tifo per Forlì (è bolognese), Giuli prima ha scherzato, dicendo che «non canterò se no le muse mi inceneriscono, mi è andata bene con Vasco Rossi che non mi ha citato in giudizio» (un riferimento alla citazione di Albachiara intonata – si fa per dire – in occasione dell’annuncio di Alba Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2027). Poi ha reso solenne l’annuncio. Non è mancato il commento di Borgonzoni: «Complimenti anche alle altre città finaliste per l’elevata qualità dei progetti». Già, «le altre». Che poi pure Antonio Tajani ci è rimasto male, dato che territoria…
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