Diritti e Società

Uno sguardo per morire. Il primo suicidio assistito comandato con gli occhi

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Maria Sorbi)·26 marzo 2026 alle 10:00
ARTICOLO

Libera, una donna affetta da sclerosi multipla, è morta tramite suicidio assistito, segnando un importante passo nel dibattito sui diritti dei pazienti in Italia. La sua storia evidenzia le difficoltà e le attese legate all'accesso a questo diritto.

Libera, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla, è morta ieri a casa sua.

Lo ha fatto strizzando gli occhi: così è riuscita a dare il comando al macchinario per l'autosomministrazione del farmaco letale. In realtà la sua agonia è durata ben più di un battito di ciglia. Dopo aver ottenuto l'autorizzazione del Tribunale di Firenze, Libera ha dovuto aspettare ancora: il macchinario con comando oculare realizzato dal Cnr (utilizzato per la prima volta) è arrivato a settembre e le ha permesso di superare l'ostacolo della tetraparesi spastica del corpo che le impediva qualsiasi movimento, compreso il clic al pulsante per azionare l'iniezione letale. In alternativa una persona esterna avrebbe dovuto somministrarle il farmaco, in quella che sarebbe stata tecnicamente una forma di eutanasia, che al momento in Italia è illegale. La differenza tra suicidio assistito e eutanasia è proprio questa: nel primo caso il paziente si somministra da solo il farmaco, mentre nel secondo lo somministra una persona esterna. Questa differenza aveva fatto finire il caso di Libera davanti alla Corte costituzionale. Nel 2024 la donna aveva chiesto alla sua Asl di accedere al suicidio assistito sulla base…

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ENTI E ISTITUZIONI
Corte Costituzionale
associazione Luca Coscioni
Tribunale di Firenze
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Toscana
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