Le donne gestiscono i fondi europei nei comuni. Ma non dove servono di più
“L'articolo evidenzia l'aumento della presenza femminile nei governi locali italiani, ma mette in luce le disuguaglianze geografiche nella loro distribuzione, con un impatto significativo sulla gestione dei fondi europei.”
Roma, 21 marzo 2026 – Negli ultimi anni le donne assessore nei comuni italiani hanno aumentato la loro presenza in settori che fino a poco tempo fa erano quasi esclusivamente maschili: ambiente e territorio (+8,6 punti percentuali rispetto al 2015), lavori pubblici (+8,4), risorse strategiche e patrimonio (+6,2). Non è solo una questione di equilibrio di genere negli esecutivi locali. È qualcosa di più concreto: sono esattamente questi gli ambiti in cui si gestiscono i fondi europei, si progettano gli interventi Pnrr, si decidono le priorità di spesa pubblica che incidono sul tessuto sociale ed economico dei territori. Tra le righe del dossier "Donne in Comune" di Anci, emerge però una tensione che merita attenzione: tra il progresso nella qualità della rappresentanza e la sua distribuzione geografica.
In 40 anni aumentate di otto volte, ma dove?
Le donne sindaco in Italia nel 2026 sono 1.187: erano 145 nel 1986. Una crescita di oltre otto volte in quarant'anni. Complessivamente le donne rappresentano il 35,3% del totale degli amministratori locali su un universo di quasi 126.000 cariche censite dal Ministero dell'Interno. Ma la distribuzione geografica racconta storie diverse: a…
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