Referendum, ostacoli al voto dei rappresentanti di lista fuorisede. M5s: “Qualcuno si è rivolto alle forze dell’ordine, altri hanno firmato moduli”
“L'articolo evidenzia le difficoltà incontrate dai rappresentanti di lista fuorisede durante il referendum sulla giustizia, con segnalazioni di problemi al seggio e interventi delle forze dell'ordine.”
Pur di votare al referendum sulla Giustizia, migliaia di fuorisede hanno assunto l’incarico di rappresentante di lista. Eppure in alcuni casi si sono verificati ostacoli con i presidenti del seggio: lo hanno denunciato il Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra e il Partito di rifondazione comunista. Tra i compiti del rappresentante di lista c’è l’osservazione di tutte le operazioni: dalla costituzione del seggio, passando per la votazione e la chiusura fino allo scrutinio. Tra le sue facoltà, quella di votare proprio nella sede dove è stato designato dal partito o dalla forza politica. E’ scritto nelle istruzioni del ministero dell’Interno, secondo paragrafo capitolo 7 comma “b”: “i rappresentanti dei partiti o dei promotori possono votare nel seggio dove esercitano le funzioni di rappresentante, anche se iscritti in qualsiasi altra sezione del territorio nazionale”. Anche per questo il Movimento 5 stelle, su 1500 rappresentanti di lista in Lombardia, ha nominato 1100 fuorisede: studenti, ma anche insegnanti e pazienti originari del Sud in cura negli ospedali del Nord. Peccato che alcuni di loro “hanno dovuto scontrarsi con casi di impreparazione al seggio”, dice a ilfattoqu…
