L’Iran non è riuscito a travolgere l’apparato difensivo israeliano
“L'articolo discute le limitazioni delle difese israeliane di fronte agli attacchi missilistici dell'Iran, suggerendo che la situazione attuale potrebbe riflettere una mancanza di capacità offensive da parte dell'Iran piuttosto che una strategia di attacco limitato.”
I missili iraniani che stanno colpendo Israele dimostrano una cosa ovvia: lo Stato ebraico non è dotato di difese capaci di proteggerlo integralmente. Ma è una constatazione che non sorprende nessuno, perché nessuno ha mai pensato che fosse possibile predisporre e mantenere in efficienza un tale dispositivo di protezione integrale.
L’andamento degli attacchi iraniani, tuttavia, mentre denuncia quella cosa ovvia ne suggerisce verosimilmente una meno scontata. Il grande e risalente timore – cioè la paura che non da qualche mese, ma si può dire da sempre – impensieriva Israele, riguardava la possibilità che il sistema di difesa potesse collassare dovendo far fronte al lancio simultaneo di una grande quantità di missili balistici. A tre settimane dall’inizio del conflitto, gli attacchi iraniani – che pure riescono a fare danni notevoli – si riducono al lancio di alcuni missili, a volte anche solo un paio, nel giro di una giornata.
L’ipotesi che l’Iran, a questa altezza di tempo, si sia astenuto per ragioni tattiche dallo sferrare quell’attacco più massiccio, limitandosi per ora a uno stillicidio debilitante, ma non devastante, è ormai tra le meno accreditate. È più credibile, in altr…
