Mps, Lovaglio non si dimette. E il cda gli revoca le deleghe

“Luigi Lovaglio non si dimette dalla sua posizione di amministratore delegato di Mps, ma il consiglio di amministrazione gli revoca le deleghe a causa di una rottura del rapporto di fiducia. La gestione operativa passa ora a Maurizio Bai in attesa di un nuovo board.”
Rottura a Siena. E nessun passo indietro. Luigi Lovaglio non si dimette e il cda di Mps gli revoca le deleghe, chiudendo tre giorni di tensione ai vertici della banca. Il consiglio di amministrazione, riunito ieri per il terzo giorno di fila, ha deciso di sfiduciare l’amministratore delegato e di sospenderlo anche dalla carica di direttore generale, al termine di una lunga riunione e dopo ulteriori approfondimenti legali. Alla base, il venir meno del rapporto di fiducia, determinato dalla scelta del manager di candidarsi in una lista alternativa a quella del board senza informare preventivamente né il consiglio né il mercato, un passaggio considerato irrituale e incompatibile con il ruolo.
Nelle ore precedenti si era fatta strada anche l’ipotesi di dimissioni volontarie, ma i tentativi della banca di indurre Lovaglio a un passo indietro non hanno avuto esito e il manager ha deciso di restare, confermando la candidatura nella lista presentata da Plt Holding della famiglia Tortora, espressione di un socio con una quota limitata pari all’1,2% del capitale.
La rottura si è quindi consumata formalmente in consiglio: il cda presieduto da Nicola Maione ha deliberato la revoca delle dele…
